Il bruco e la farfalla

Nel mese di luglio, mi sono imbattuta nella lettura di un bellissimo testo del grande maestro Aïvanhov, dal titolo “La pedagogia iniziatica”. In particolare, nel settimo capitolo, Il bruco e la farfalla, spiega la metamorfosi del bruco in farfalla. Il bruco, prima di trasformarsi, è brutto e la sua azione nel mondo è lenta, tanto da apparire greve, pesante. Questo, come ogni essere vivente, ha necessità di nutrirsi e lo fa attraverso le foglie degli alberi che sono però per essi, indispensabili. L’animale, quindi, per soddisfare i suoi bisogni, i suoi appetiti, danneggia l’albero che diventa incapace di produrre altri frutti e fiori. Per questa ragione, gli uomini danno la caccia al bruco.

Quest’ultimo, un giorno, si fermò ad osservare la bellezza e la leggiadria di una farfalla che volteggiava vicino a lui e si accorse improvvisamente non solo di esser brutto, ma anche di provocare tormenti alla natura e agli uomini. Decise allora di cambiare, ma per farlo capì che doveva raccogliersi dentro di sé, praticare la meditazione. Si preparò allora un bozzolo dove fece esperienza del silenzio; iniziò poi a produrre un liquido che, una volta divenuto solido, diventò un filo resistente e pregiato. La seta!

Questa può allora considerarsi un prodotto alchemico, poiché deriva dalla trasformazione della materia vile in materia preziosa possibile solo da uno stato meditativo, di tranquillità. Non solo, in quella condizione, per il subconscio del bruco è stato possibile attivare il processo immaginativo e quindi costruire l’immagine di un altro da sé, ovvero quella di una meravigliosa farfalla. Qualche tempo dopo, infatti, dal bozzolo in cui si era chiuso, uscì proprio una farfalla. 

Credo sia davvero importante divenire consapevoli della potenza del so-stare all’interno di spazi di silenzio, quieti. Prendiamoci cura del nostro bozzolo e rendiamo possibile la nostra trasformazione in meravigliose e colorate farfalle. Non nutriamoci di foglie, bensì di nettare e polline. Sfamiamoci quindi, con pensieri buoni e luminosi che saranno capaci poi, di mutare la materia pesante in ali leggere.

Approfittiamo allora dell’estate, tempo da sempre di raccoglimento, di sosta, per immergerci in colori nuovi e realizziamo, con l’immaginazione attiva, il miglior disegno di noi stessi.

Marika Lovecchio, Psicologa